#Film del ’29 – The Skeleton Dance e Mickey Mouse – The Haunted House.

Siamo tornati oggi da New Orleans, luogo del Voodoo Festival, che estende le celebrazioni di halloween a una settimana almeno. Non ce la faccio a scrivere quasi niente, però. Bel viaggio, ma ve ne parlerò nei prossimi giorni. Per adesso vi lascio i primi due cartoni di Walt Disney, 1929, The Skeleton DanceMickey Mouse – the Haunted House, visto che tra l’altro sono in tema con il periodo.

#Film 1922-23, Laugh-o-grams, le favole rivisitate di Walt Disney

Tra il 1922 e il 1923, Disney, poco più che ventenne, è agli inizi della carriera. Ha già avuto il tempo di frequentare una scuola superiore e seguire dei corsi di arte serali, tentare di arruolarsi per combattere i tedeschi, venendo respinto perché troppo giovane (nel 1918, aveva diciassette anni), falsificare la propria data di nascita per collaborare con la Croce Rossa come autista e lavorare per qualche tempo come apprendista in uno studio di grafica pubblicitaria. Licenziato nel ’20, dopo un breve tentativo di darsi alla grafica pubblicitaria in proprio, si avvicina all’animazione, sperimentando a casa. Ben presto sforna questi “Laugh-o-grams”, dei corti in cui le favole di Esopo vengono modernizzate: il padrone del Gatto con gli Stivali conquista la principessa fingendosi torero (era un periodo che i toreri andavano per la maggiore, dopo Sangue e Arena), ma non riesce a vincere l’ostilità del re suo padre, sicché i due fuggono in auto, rinunciando alla vita di corte – e “vissero sempre felici e contenti” comunque (o proprio per questo). Il principe di Cinderella è un cacciatore, ma invece di uccidere gli orsi, se ne serve come banditori per portare ovunque la notizia del ballo; Cappuccetto Rosso sfugge, anziché a un lupo, a un malintenzionato del tutto umano, e non grazie a un cacciatore, ma a un aviatore che la salva in elicottero; e Alice trova il suo Paese delle Meraviglie dopo aver visitato uno studio di animazione. Sono già straordinari gli oggetti, che letteralmente prendono vita, dando alla storia quel gusto in più (la scena del treno in Alice, ad esempio, è una delizia).

Da qui, prima ancora che da Topolino, nasce tutto.