#Cinema anni ’20 – Il segno di Zorro

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Avevo già accennato a questo film, finalmente ieri sera sono riuscita a finirlo dopo che qualche giorno fa l’avevo iniziato, è un periodo così, comincio le cose, e le finisco anche – prima o poi.

Douglas Fairbanks sr., attore principale, coautore della sceneggiatura e produttore. Un film del 1920 (non credevo ne avessero fatti già così tanti quell’anno, ce n’è una marea! Tratto da un libro, The Curse of Capistrano, La maledizione di Capistrano, di Johnston McCulley, che – dico la verità – non sapevo esistesse, io credevo che Zorro fosse solo un eroe cinematografico! (sorry, Mr. McCulley!).

Il primo, forse, o comunque uno dei precursori dei film romantico-avventurosi, in cui l’eroe protagonista è galante, conquista la fanciulla con un sacco di frasi che oggi considereremmo quanto meno banalotte, promette, per così dire, mari e monti e soprattutto è, appunto, eroico. Anche se nella vita di tutti i giorni si finge un aristocratico imbelle e stupidotto. Ironia, scene di duelli ben coreografate, un po’ di suspence e devo dire, il film mi ha tenuta incollata per tutta l’ora e 40 che dura.

L’oppressione, per sua natura, crea essa stessa la forza che la sconfiggerà. Sorgerà un campione, un campione degli oppressi: che sia un Cromwell o qualcuno il cui nome non è ricordato, egli è già qui, è già nato. 

In California, quasi cento anni fa, in questo luogo pieno di calore, di romanticismo, di quieta bellezza, si era insinuato il morbo dell’oppressione.

Ma poi – dai misteri dell’ignoto – un cavaliere mascherato apparve: cavalcava su e giù per le vie, punendo, e proteggendo, e lasciando sul malvagio oppressore IL SEGNO DI ZORRO.  

Questo Zorro viene a voi come un fantasma in un cimitero – e come un fantasma scompare…

🙂

Ho dovuto saltare un’altra volta la rubrica dei blogger, ma torno, eh!

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5 Pensieri su &Idquo;#Cinema anni ’20 – Il segno di Zorro

  1. È bellissimo il testo riportato in corsivo (“L’oppressione, per sua natura, crea essa stessa la forza che la sconfiggerà…”), la scrittura fila senza una piega, non una parola in più nè una in meno, un concetto di base addirittura profondo :-)…

  2. Da bambino non mi sono mai filato Zorro: non mi piacevano i baffetti e volevo solo storie con un marcato elemento soprannaturale. Oggi mi incuriosisce di più…
    E poi, col fatto che si finge scemotto quando è in borghese, è praticamente un supereroe ^ ^

  3. Pingback: #Film 1922 – Robin Hood | intempestivoviandante's Blog

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