Dicono di me / Premi letterari

PREMI POESIA E NARRATIVA 2017

Ottava classificata al Concorso Nazionale Poesia al Bar con La vulnerabilità del tempo

Prima classificata al Premio Letterario Città di Olbia con il racconto La fiamma dell’infinito

Prima finalista al Premio di Poesia Antica Sulmo di Pontinia (LT) con Vedrò il tuo cielo.

Quarta classificata al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti con la poesia Fino al mare.

Seconda classificata al Premio Maria Maddalena Morelli di Pistoia organizzato dall’Associazione Etruria Faber Music (la poesia premiata sarà indicata in sede di premiazione, il prossimo  9 dicembre)

Primo premio del raccontoI ladri del tempo” per la Sezione Narrativa del Premio Letterario Nazionale “Città di Mesagne” dell’Associazione Culturale Solìdea e della poesiaLa metamorfosi delle farfalle” per la Sezione Poesia dello stesso premio.

Segnalazione di merito del raccontoSabbia sporca” al Premio Internazionale “I fiori sull’acqua” contro la violenza sulle donne.

Due poesie, Un gioco d’amore e vento e Un sonno lieve di conchiglie, inserite nell’antologia del concorso nazionale di poesia “San Martino” di San Martino in Campo (PG)

Primo premio al Concorso Nazionale di Racconti Brevi Il Torrente con Accidia. Motivazione: “Il racconto trasporta il lettore, con un incipit potente, nella totale indifferenza della protagonista, spiazzando talvolta per il contrasto tra gli aggettivi fortemente negativi legati in modo originale a sostantivi che di solito sono sinonimo di allegria, serenità e pace (il sole, disperatamente luminoso, i silenzi, letali da svegliare). In maniera sempre più claustrofobica, la protagonista si concentra sul non sentire con una scrittura che segue un ritmo sempre più centripeto compiendo la metamorfosi finale, in un mondo che finalmente la ingloba, la pietrifica, congela il suo sentire al pari dello sguardo di Medusa”.

Premio della Giuria al Concorso Simonetta Cappellini con la poesia Portami la musica al corpo. Motivazione: “Lirica molto intensa, di travolgente passionalità, costruita sapientemente dall’autrice con il continuo alternarsi di immagini che fondono il contatto tra corpi bramosi di incontrarsi e la musica che essi sono in grado di creare con la loro perfetta armonia. Che sia il ritmo di una cavalcata, la regolarità di una danza o l’improvvisazione di un virtuoso del jazz, alla fine non farà troppa differenza. Non si riscontra ombra di banalità in tutto ciò che viene esternato in questi versi, piacevolmente scorrevoli, come l’acqua in essi citata, e guidati da un desiderio volutamente lasciato libero di essere sé stesso. È praticamente impossibile rimanere inermi di fronte alla tempesta emotiva che viene trasmessa, parola per parola, da Alexandra Mc Millan, che con questa poesia dipinge un quadro composto da mille sfaccettature ma dal significato straordinariamente univoco: portare finalmente nuova musica al corpo”

Finalista al Premio Giovane Holden (sez. C, poesia inedita) con la poesiaPortami la musica al corpo“, inclusa nell’antologia del premio;

Primo premio al Premio Letterario “L’Albero di Rose” di Accettura (MT) (qui la pagina Facebook), sez. III, poesia inedita, con la poesiaFiore controvento“. Motivazione: “Con saldo dominio della parola, dell’immagine e del canto, la poetessa ci immerge in un intimismo ripiegato, in una sommessa riflessione sull’amore e sul senso della vita”.

Primo premio al Concorso di Poesia Città di Porto Recanati – Premio Speciale Renato Pigliacampo con la poesia “La pazienza delle rondini“. Motivazione: “La poesia di Alexandra Mc Millan si situa, da un punto di vista già visivo e contenutistico, in quel filone di autori che nella nostra età storica, si approssimano all’esternazione del sentimento e alla diffusione di un lirismo denso, eppure temperato, per mezzo di testi dalla cadenza quasi narrativa, vale a dire più a raccontare che a celare come è più consono alla poesia propriamente detta. Eppure il risultato non è per nulla inficiato dallo stile, vale a dire dalla scelta di una data forma: il contenuto non ingabbia né disperde ciò che la poetessa ha concentrato in questi versi lunghi, nei quali sembra ricercare un senso all’accaduto e, ancor più verosimilmente, immagina come sarebbe vivere sotto diverse forme, camuffandosi o subendo un reale processo di metamorfosi con l’animale, come pure con l’inanimato. C’è – è evidente nell’apertura del testo – un reiterato riferimento alla perlustrazione del pensiero attorno alle forme “altre da sé”, un discorso profondo di matrice filosofica che approda su lidi diversi e ampi, tutti comunemente allineati attorno a una certezza che la Nostra fornisce come particolarmente robusta e granitica: “Non siamo nulla più di ciò che siamo stati, e nulla più di ciò che non fummo mai“. Pensiero, questo, che ci imporrebbe di chiamare in causa le discipline ontologiche e, ancor meglio, gli approfondimeni attorno a un sapere legato all’esistenzialismo, allo studio attento delle possibilità, a quella crisi identitaria del soggetto, così lancinante eppure ineludibile, che ha contraddistinto l’uomo novecentesco, tanto letterario che non. Il componimento si snoda poi a focalizzarsi, con brevi battute che lasciano riaffiorare una qualche forma di ostilità verso il genitore, un rapporto di distanziazione con la madre. Si intuisce così, nella chiusa, che il vorticare dei pensieri di cui la poesia è carica, è come un’anticipazione, o comunque sia un espediente usato funzionalmente, per passare poi a centrare l’attenzione su questa condizione contrastiva: una sorta di condanna verso la madre a cui non verrà concesso di conoscere il nipote e, appunto, questo nuovo germe che s’impossesserà del mondo, erede inconscio di un passato d’astio e d’indifferenza nel suo ceppo familiare. Nell’explicit un richiamo al sentimento dell’amicizia che, ancora una volta, fa seguito a pensieri rimarcati attorno all’impossibilità di conoscersi in maniera complessiva e l’invalicabile incertezza del domani”.

Secondo premio al “Concorso Città di Livorno” (sez. C, poesia inedita) con la poesiaFino al mare“. Motivazione: “Con estrema dolcezza la poesia tratteggia il tema del mare, quale teatro dell’amore. “Il cuore è un gatto”, l’espressione figurata risulta estremamente efficace e rende l’idea di un sentimento che non trova pace, sempre vivo, sempre puntuale nel suo naturale pulsare, nel cercare un mare sfuggente. Lo stesso gatto non teme le stelle e di notte riposa, in sintonia con il corpo che lo contiene. Il cuore, il gatto, corre verso il mare e guarda al futuro. Domani sarà di nuovo protagonista, correrà, proprio come deve fare ogni cuore, pronto al nutrimento, alla ricerca di sentimento, fino al mare”.

Secondo premio al Concorso “Memorial Dott. Romeo Lesti” di Frosolone (IS), (sez. D, poesia inedita), con la poesiaLa cicala e la formica“;

Quinto posto al Concorso “Provincia Cronica” di Cameri (NO), sia nella sezione poesia, con “Le mie mani“, sia nella sezione racconti, con “Nives“;

Segnalazione al Concorso “Pietro Iadeluca” dell’Associazione “Il cuscino di stelle” di Pereto (AQ) (sezioni A e D) del raccontoNives” e della poesiaUn minuscolo silenzio“;

Segnalazione al Premio “Cavallari di Pizzoli” (AQ) (sez. B, narrativa inedita) del racconto “Il figlio dell’ombra”.

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