Oggi Book Pride

Da venerdì a Genova c’era il Book Pride, sono riuscita ad andarci solo oggi (forse è stata una fortuna, per il mio portafoglio), e ovviamente ho fatto incetta di libri. Vero, in questo momento i soldi sono pochi, ma per i libri non si spende, sui libri si investe, è un investimento su sé stessi e la propria gioia. Ne ho presi un bel po’ da Iperborea, tra cui soprattutto l’ultimo Björn Larsson, più un altro a cui ha scritto lui la postfazione, perché Larsson per me è sempre irrinunciabile, E poi un altro bel bottino da Exòrma, casa editrice di cui avevo sentito parlare, ma di cui non avevo ancora letto alcuna pubblicazione. Lacuna gravissima, da rimediare subito. E poi, so che qualcuno capirà perché, questo in particolare non potevo proprio lasciarmelo sfuggire!

 Quindi, i due della foto non sono che un piccolo campione dei miei acquisti, la maggior parte dei quali sono rimasti a Genova. E nonostante tutto, come sempre, ho lasciato un pezzo di cuore su quelli che non ho potuto comprare, ma che dovranno comunque entrare nella mia casa e nella mia biblioteca al più presto!

Di mal di testa e altri dolori

Oggi ho mal di testa. Mi sono svegliata col mal di testa e non è passato neanche con le pastiglie. Forse sono i lavori, la polvere, il rumore, oppure l’umido, o troppo computer, chi lo sa. Ma pensavo. Che fortuna, essere nati dalla parte giusta del mondo. Dove per “giusta” si intende quella parte (piuttosto piccola) del mondo dove puoi permetterti di preoccuparti dello stress da lavoro, o decidere se ristrutturare casa o no, e in entrambi i casi sopportarne le conseguenze, che sono comunque sopportabili. Lo so che anche qui c’è chi ha problemi ben più gravi, se non tragedie personali. Ma comunque, se hai veramente tanta fame, un modo per mangiare lo trovi, se ti ammali, le cure sono a livello di paese civile, e gli effetti della guerra li senti soltanto nel senso che forse, magari, potrebbero arrivare i temutissimi profughi (per la cronaca, uno dei miei figli si sentì dare del profugo, non tanto tempo fa, come se fosse un insulto. Con l’invito a tornarsene a casa sua, che, sempre per la cronaca, è anche casa mia). E così pensavo, nascere dalla parte giusta del mondo non è mica una colpa. Però non è neanche un merito. È una fortuna, né più né meno. E so che è banale, ma penso che dovremmo ricordarcene, non solo per gli altri, per non essere ingiusti verso chi sta peggio, ma per noi stessi, per non sentirci vittime predestinate della sfiga, che oltretutto, di sicuro non aiuta a vivere meglio.

L’apprendimento informatico continua…

Mi sto creando un sito per il lavoro, dove intendo parlare di tutto quello che riguarda la traduzione, l’inglese, la linguistica e insomma, quel mondo lì, che in fin dei conti è una parte cospicua del mio mondo. Sono contenta del risultato ottenuto in questa prima giornata, tra l’altro fare pratica con menu, sottomenu, pagine, temi ecc. potrebbe servirmi anche per il blog. Ad ogni passo che riesco a fare su questa strada, pur incerta e perigliosa, la mia fiducia aumenta!

Non si finisce di imparare (che meraviglia!)

Nel mio vagabondaggio alla ricerca di cose nuove da fare e da imparare, dopo la stuccatura e pittura delle pareti (soprattutto la prima, mai avrei pensato di esserne capace) e mentre vado avanti con gli studi assai più defatiganti per la patente, ho deciso che avevo bisogno di rinnovare hardware e software. In altre parole, di un portatile decente e un paio di programmi utili per il mio lavoro. Ho anche deciso che mi ero stancata di fare la figura di Cappuccetto Rosso in una foresta piena di misteriosi lupi ogni volta che si parla di queste cose, e allora sono andata in Internet per un corso molto rapido e molto basic sui computer, ma almeno adesso ho una vaga idea di intel e amd, i3, i5, i7, velocità del processore, spazio di archiviazione, hdd e ssd; e adesso, configurato il nuovo e già amato bestio, posso dedicarmi con rinnovata autostima ed entusiasmo ai CAT tool, ossia i programmi di ausilio alla traduzione. Evvai!!!

Lavoro e relax

Dalla campagna sto imparando a lavorare ininterrottamente, con passione, senza distrarmi e senza disperdersi in troppi rivoli, anche per tutto il giorno. Poi, quando mi rilasso, mi rilasso completamente, beatamente, senza alcun pensiero molesto. Mi piace.